Cosa ti impedisce di vivere bene?

Prendi subito coscienza di un fatto importantissimo! La Salute non riguarda mai solo e soltanto uno stato di “assenza di malattie”.

Ciò che risulta essere benefico per te, e per l’uomo in generale, è invece una “integrità” di comportamenti che ti mettano al riparo dal sentirti “scisso interiormente”, in conflitto con te stesso e poi con gli altri.

Nel 1998 l’Organizzazione Mondiale della Sanità rilasciò per l’appunto questa nuova e importante definizione della Salute.

La salute è uno stato dinamico di completo benessere fisico, mentale, sociale e spirituale, non mera assenza di malattia.

In questa prospettiva il conflitto (che qui sotto approfondirai) è dunque il primo indizio pratico per “sapere da te” se sei davvero sulla via di una buona salute del corpo e di un sano equilibrio della mente.

Non approfondiremo in questo spazio molti aspetti psicologici e bioenergetici della Salute poiché questo vuole essere un primo articolo pratico, grazie al quale comprenderai quanto il conflitto assuma un ruolo fondamentale nell’insorgenza dei sintomi.

Per questo motivo è bene che tu abbia una definizione molto chiara di che cosa sia un conflitto, in modo che tu possa guardare alla tua stessa esistenza con maggiore acume e aggiustare “il tiro” laddove la situazione iniziasse a non essere delle migliori.

Devi sapere inoltre che esistono conflitti più o meno intensi e che possono essere attivi nella tua vita da più o meno tempo, e questi elementi di conoscenza sono importanti per comprendere quale sarà la migliore soluzione in rapporto allo specifico caso.

Ecco allora cos’è un conflitto:

Da una parte voglio fare una cosa e dall’altra sono reticente; sarò dunque in conflitto. Un conflitto non è niente altro che questo!

Non riguarda necessariamente altre persone, perché posso essere in conflitto con me.

La chiamerei una mancanza di coerenza tra me e me. La definizione di un conflitto è legata alla coerenza: è un’opposizione di elementi, di interessi, di sentimenti.

G. Athias, La biologia e il senso della malattia, Vol. 1, 2016.

Guardati, osservati interiormente, analizza la tua vita e vedi se qualcosa del genere sta accadendo a te o a qualche persona a te cara.

Alle volte ricevere informazioni di questa natura aiuta chi è in conflitto a comunicare il problema, ad affrontare situazioni molto tempo prima che diventino disastrose.

Il percorso conflitto-sintomo

Schematicamente ho voluto riassumerti il percorso che dal conflitto porta allo stress e che da quest’ultimo volge verso l’insorgenza dei sintomi, diagnosticati poi come patologia da tutti i medici di medicina allopatica.

La mia personale esperienza mi ha dato conferma che il percorso “conflitto-sintomo” sia una realtà, e oltre alla mia esperienza trovo imprescindibili le verifiche della recente Psico Neuro Endocrino Immunologia.

(Trovi qualche informazione a questo link https://it.wikipedia.org/wiki/Psiconeuroendocrinoimmunologia )

Il percorso “conflitto-sintomo” si esprime attraverso i seguenti 8 passaggi, i quali hanno davvero un valore imprescindibile in fatto di prevenzione.

Infatti grazie a questo elenco puoi monitorarti e sapere da te (un concetto sul quale insisto molto!) come collocarti sulla scala che dalla salute totale porta, mi auguro non sia mai il tuo caso, al suo contrario.

Eccoti dunque gli 8 punti fondamentali da tenere in considerazione:

1. Il conflitto genera stress, scatenando la biochimica corporea.

2. Lo stress non rilasciato fa aumentare progressivamente il carico allostatico, ossia l’usura di corpo e cervello dovuta a ripetuti episodi di stress.

3. Cortisolo e adrenalina vengono ora sovra prodotti senza più omeostasi da parte dell’organismo.

4. Si manifestano i primi sintomi fisici di un tale squilibrio – in genere ignorati come viene regolarmente ignorata la situazione di partenza, ossia il conflitto esistenziale.

5. In questa fase la stragrande maggioranza delle persone preferisce usare dei palliativi che solo attenuano il sintomo.

6. Lo stress diventa cronico e così l’intero processo disarmonico tende a degenerare ed i sintomi si intensificano, si possono moltiplicare.

7. I sintomi si aggravano ulteriormente al persistere della situazione di stress.

8. I sintomi vengono interpretati come patologia, ma la causa sfugge alla diagnosi.

Infine succede che le cellule in tale innaturale configurazione di stress, giunte allo stremo, inneschino, in assenza di una risoluzione più appropriata, la soluzione biologica ultima per uscire da tale penosa situazione.

È così che malauguratamente la morte diventa preferibile ad una vita di sofferenza.

Io stesso ho sperimentato quanto sia difficile godere del bene più prezioso, la Vita, quando il dolore supera una certa soglia per poi diventare addirittura cronico.

L’informazione è la prima e fondamentale strategia o tecnica di prevenzione.

Per questo ho voluto presentarti uno schema sintetico e per sua natura pratico, uno schema basilare affinché tu sia maggiormente consapevole nel

1. Riconoscere che cos’è un conflitto e come esso impatti sulla tua salute. Affinché tu possa imparare a non minimizzare troppo quanto stai vivendo.

2. Riconoscere le fasi che dal conflitto, passando per lo stress (aumento del carico allostatico), portano ai sintomi di malattia più o meno invalidanti.

Stress e carico allostatico … cos’è?

Devi sapere che di “carico allostatico” e dello stress come fattore eziologico primario ne parla la Dottoressa Laurel Mellin della San Francisco School of Medicine, direttrice inoltre del centro Emotional Brain Training (EBT) presso l’Università della California.

La dottoressa ci fa notare che:

Ogni volta che lo stress della giornata sovrasta la nostra capacità di elaborarlo efficacemente c’è un prezzo da pagare.

Quel prezzo è un aumento del carico allostatico, cioè l’usura del corpo e del cervello dovuta a episodi di stress.

Quel carico di stress è cumulativo, e dopo un certo numero di episodi può far sì che un cervello perfettamente normale rimanga bloccato nello stress e produca costantemente grandi quantità di ormoni dello stress.

Con l’aumento del carico allostatico il cervello diventa altamente sensibile allo stress, e con il tempo inizia a erodere quelle stesse strutture e processi che prima vi proteggevano da esso.

Allora ci si ritrova con una valanga di sintomi.

L. Mellin, Vivere senza stress, 2011, pp. 10-11.

La dottoressa ci dice inoltre quali siano i sintomi derivanti dallo stress e usura del cervello. Sono per l’appunto una valanga e coinvolgo tanto il corpo quanto la psiche.

Che si tratti di problemi del sangue, problemi alla schiena, aumento di peso, infezioni, mal di stomaco, problemi sessuali, depressione, ansia, ostilità, problemi di relazione, dipendenze ed ossessioni di vario tipo, ogni sintomo di stress aumenta ulteriormente il carico di stress.

In men che non si dica fate ruotare la vostra vita attorno al tentativo di risolvere ciò che non va in voi, e siete così concentrati sullo stress che dimenticate quanto possiate invece sentirvi bene. (Ibid.)

Se dunque ti accorgi di essere in una delle 8 fasi, allora il mio consiglio è: “Fermati e chiedi aiuto in maniera esplicita a chi guarda al problema del conflitto e non ai suoi effetti di superficie.”

Ti posso assicurare che ogni affezione può essere attenuata, e in quasi tutti i casi la guarigione potrà avvenire. Un altro fondamentale aspetto nel rapporto “conflitto-sintomo” viene messo in evidenza dal libro intitolato Un corso in miracoli.

Nella citazione qui sotto troverai un punto di vista sulla “malattia” che io ho potuto riscontrare in me stesso, e validare di persona durante i miei molteplici percorsi di guarigione.

Percorsi grazie ai quali ho sperimentato un fatto poco riconosciuto dai medici di medicina allopatica, ossia che il fattore di guarigione primario riguardi l’amore che la persona malata ha per se stessa. 

Se amarsi è guarirsi, i malati non si amano.

Pertanto chiedono l’amore che li guarirà, ma che negano a se stessi. Se conoscessero la verità su se stessi, non potrebbero essere malati.

Un corso in miracoli, 2014.

Amarsi non ha nulla a che vedere con un vago e sdolcinato sentimentalismo, bensì con la tua reale capacità di ascoltare te stesso e di prendere atto del tuo “dialogo interno”. 

In questo modo ti puoi rendere consapevole di quanto male passa dai tuoi circuiti cerebrali, quanto stress stai processando. Credi forse che i tuoi pensieri non contribuiscano a peggiorare lo stress che piano piano ti consuma?

Contribuiscono eccome! In effetti è “una mancanza di coerenza tra te e te” (vedi definizione sopra) che tradisce il fatto che a livelli inconsci “non ti stai davvero amando”.

Antichi testi di medicina Siddha

Ti faccio notare inoltre che la mia personale esperienza di “malattia” mi ha dato conferma di quelle che per te potrebbero sembrare solo parole, ad ogni modo ti rispetto e ad ognuno il proprio destino.

Ho visto inoltre che le persone che hanno seguito la ragione che porta ad individuare il conflitto e a risolverlo hanno visto sparire “quasi per magia” – come per me – i lori sintomi fisici.

Per i motivi che in questo articolo hai potuto apprendere, ritengo importanti le frasi degli antichi testi di medicina Siddha. Essi certamente devono aver ispirato la Grecia, considerato che la civiltà dravidica vive da almeno 8000 anni.

Il saggio tamil Thirumoolar rese noto al mondo che:

Medicina è ciò che tratta gli squilibri del corpo; Medicina è ciò che tratta gli squilibri della mente; Medicina è ciò che previene la malattia; Medicina è ciò che promuove l’immortalità.

M. Govindan, Babaji. Lo yogi immortale, 2005.

Al momento non ho seri motivi per smentire il caro Thirumoolar e la tradizione millenaria dei saggi indiani.

Michel Pelucchi

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