Il Vangelo dei padroni: Cosa occorre per essere un leader etico?

Rispettare la parola, ossia ricordarsi di dare risposte appropriate in tempi giusti è il segno di una raggiunta maturità personale, oltre che spirituale.

Credo esista un fraintendimento colossale quando dal magico cappello del nostro essere proferiamo il termine “spirituale”.

L’aggettivo (spirituale) è infatti carico di immaginario, un immaginario tanto ampio quanto superficiale.

Incensi, luoghi di culto, suoni che possano indurci a stati particolari della mente, è in verità questo che “l’aggettivo spirituale” sprigiona nelle menti di chi ama molto le scenografie.

Eppure costoro non si ricordano cosa ci dicono i libri e le testimonianze dirette dei Maestri, costoro amano invece fantasticare e di fatto la fantasia è un “pensiero estraneo” rispetto alla realtà.

Un corretto uso della fantasia può essere benefico, ma altrettanto dannoso può essere l’atteggiamento di chi “sogna ad occhi aperti”, di chi pensa di stare vivendo per il solo fatto di dare conto ai “propri” pensieri.

La mente condizionata

La fantasia di cui ti parlo non è l’elaborazione di mondi fantasiosi in stile Harry Potter, bensì ciò che sistematicamente ti distoglie dal Reale Puro e Semplice (Lacan), dall’essere qui-ora con pienezza.

Tale sistematico abbandono della Presenza (qui-ora) riguarda i tuoi stessi pensieri, essi sono il risultato di una mente condizionata.

I vostri pensieri nascono dai “file di informazioni” custoditi in contenitori di magazzinaggio dentro la vostra mente.

E allora da dove provengono queste informazioni? Dalla programmazione che avete ricevuto in passato.

Proprio così: il condizionamento che avete subito in passato determina ogni pensiero che emerge dalla vostra mente.

È per questo motivo che spesso, a tale riguardo, si parla di mente condizionata.

T. Harv Eker, I segreti della mente milionaria, 2008, p.23.

Ho per te delle informazioni che renderanno attuale un messaggio antico, spirituale, che forse non hai davvero compreso: ed è per questo che il tuo benessere economico ne risente.

Trasformerò dunque il vecchio messaggio dei Vangeli non solo in qualcosa di nuovo, ma persino in qualcosa di utile per il tuo business.

Voglio che tu comprenda l’importanza di una etica sana alla base dei rapporti di lavoro, che sono di fatto la riproposizione della rete sociale che si struttura a partire da te.

Sei dunque tu a dover migliorare affinché i tuoi affari possano crescere, ed è per questo motivo che ora metterò in risalto il ruolo di colui che da schiavo (irresponsabile) diviene Padrone. Un Leader.

Nel Vangelo tale passaggio non indica il superamento di limiti legati alla casta di appartenenza – nel Vangelo ciò che ha valore supremo è la persona umana –, bensì la naturale trasmutazione di colui che vuole migliorarsi e crescere nella vera spiritualità.

Molto ti sarà richiesto

Prendiamo ad esempio il Vangelo di Luca, in esso viene presentata la “Parabola dei servi che vegliano”, la quale si conclude con queste straordinarie parole:

A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto sarà richiesto molto di più.

Luca, 12, 48

Il messaggio del Cristo in questo specifico passo del Vangelo serve a ricordare una Legge importante dei Mondi Spirituali, una Legge che qui, sulla Terra andrebbe instaurata.

È la sacrosanta Legge della Responsabilità, dell’assumersi la propria responsabilità. In base a tale Legge ci è chiesto come uomini e donne di Spirito di rispondere personalmente e con chiarezza dinnanzi alle situazioni.

Un incenso, un viaggio mistico oppure una toga non valgono nulla per i Maestri se il discepolo non si sottomette alla Legge della Responsabilità.

In culture più antiche, quella dei Veda ad esempio, la stessa Legge è già presente ed essa è impossibile da evitare.

Nel verso 14 al quarto capitolo del poema indiano della Bhagavad-Gita, Krishna, la Persona Suprema incaricata di istruire il guerriero Arjuna, esprime le seguenti parole:

L’azione non mi contamina e Io non aspiro ai suoi frutti. Colui che Mi conosce come tale, non si impiglia, neppure lui, nelle reti del karma.

Ora, l’azione che “ti contamina” tanto nel Vangelo quanto nelle più antiche tradizioni spirituali, è la mancata assunzione di responsabilità: atteggiamento chiaramente non tollerato dai Veda.

Un’azione di questo tipo prenderà il nome di vikarma, poiché essa introduce la persona umana nel dominio del “proibito”.

Ciò che dunque è proibito è trovarsi d’innanzi all’azione da compiere e indietreggiare, far finta di non poter agire in conformità a regole certe … un po’ come spesso accade ai politici che si sottraggono alle loro reali responsabilità.

Ai politici fu “affidato molto”, ossia il benessere sociale, eppure essi credono di farla franca quando in assenza del Padrone credono di poter trarre vantaggi personali dalla loro posizione di potere.

Costoro sono ingenui e pagheranno per avere svolto un’azione vikarma, proibita, contro il popolo e il benessere collettivo; così accadrà a chiunque si sottragga alle proprie responsabilità verso gli altri.

Il Karma è una correzione imposta, un pagamento; ed il Cristo enuncia la Legge del Karma ben conosciuta in Oriente.

Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire” e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere, a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se lo aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.

Luca, 12, 45-46

Qui puoi vedere come la Legge di responsabilità sia pienamente espressa nella “Parabola dei servi che vegliano”, e come essa sia affine alla Legge di Causa-Effetto, o Karma. Le due Leggi sono di fatto interconnesse.

Essere “svegli” alias responsabili

Il Cristo fa di più: ci aiuta a comprendere quale debba essere l’atteggiamento costruttivo, concreto, di un uomo di Spirito.

Egli dice:

Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli.

Luca, 12,37

Detto altrimenti: “Svegli” saranno dunque quei servi che continueranno ad essere responsabili delle “cose” del Padrone in assenza di qualcuno che li sorvegli.

Questo fatto, il fatto di esser “svegli” alias “responsabili”, è per il Cristo sufficiente a trasmutare la natura di servo in qualcosa di superiore, di magnifico.

D’altra parte chiunque diventi realmente responsabile assume de facto il ruolo di Padrone della propria vita, e solo poi della propria azienda.

In questa comprensione e attuazione della Legge di responsabilità “il servo (tu) può diventare il Padrone (ancora Tu)”.

L’idea evangelica qui espressa è un potente rimedio al fallimento, poiché mette in rilievo in cosa consista la vera essenza del Padrone.

Padrone non è colui che domina gli altri, ma colui che si assume la responsabilità maggiore, colui che investe tutto di sé.

Chi opera in questo modo “vince, vince e ancora vince.”

In quest’ottica a chiunque è concesso di divenire il Padrone nel momento in cui sappia agire come tale: assumendosi la responsabilità di vegliare sulle “cose” del (proprio) mondo, e vegliare significa in primis preservarle, dare ad esse il giusto valore di attenzione e cura.

La Legge di Responsabilità oltre ad essere inseparabile dalla Legge del Karma, richiede di venire espressa alla luce di un altro dei fattori determinanti ai fini della Padronanza di Sé.

Vale a dire la Mission.

La Mission

Voglio sottolinearti che la mission aziendale da riconoscere e rispettare è un “altro nome” per l’antico uso del termine Padrone. E un fattore primario per il Leader.

Diventare dei Padroni (Leader), agire come il Padrone significa avere in chiaro quali siano le giuste azioni da compiere, e tale chiarezza viene da un valore trascendente ed invisibile: la mission.

L’imprenditore digitale P. Jarvis scrive:

Affinché la vostra azienda abbia successo, alla base deve esserci una missione.

È il perché l’elemento invisibile, ma sempre presente (come invisibile, ma sempre presente, è il Padrone che nella parabola di fatto non c’è, n.d.r.) , il vero propellente della vostra attività ed è molto più di una nobile dichiarazione di intenti riportata sul vostro sito web; è il modo in cui vi presentate, agite e, a volte, ciò che anteponete anche al profitto.

P. Jarvis, Il minimalismo nel business, 2020, p. 91.

La trasformazione fondamentale, che chiunque può determinare nella propria esistenza, da servo a Padrone avviene con l’elaborazione di una mission.

Ma ciò riguarderà “il modo in cui vi presentate, agite e, a volte, ciò che anteponete anche al profitto.”

La trasformazione non è una dichiarazione di intenti che si disperde molto presto, non riguarda affatto le sole parole. Richiede azioni e un altro fattore correlato messo in luce da Jarvis, ossia l’intraprendenza.

L’intraprendenza del Leader

L’Intraprendenza e la responsibilità sono dunque le chiavi nascoste che fanno capo ai Vangeli, e che di fatto caratterizzano le basi fondanti di ogni business degno di tale nome – a cui preferirei, invece che business, la frase “creazione di valori positivi”.

Il business man, il manager, il Padrone è il sommo “creatore di valori positivi per sé e per il mondo”; costui è responsabile nella misura in cui non creerà ulteriore sofferenza, mentre invece sarà intraprendente nell’agire.

Il termine “intraprendenza” – scrive sempre Paul Jarvis – esprime bene la qualità principale di una azienda a misura d’uomo all’interno di una più ampia organizzazione.

Essa si applica a quei dirigenti che stabiliscono i propri obiettivi e riescono a raggiungerli.

Si tratta di individui che non hanno bisogno di guida o di supervisione, perché godono di una totale autonomia, sanno ciò che va fatto e lo fanno.

Sono consapevoli dei bisogni dell’azienda e sanno come possono contribuire a soddisfarli mettendo a disposizione il proprio talento.

P. Jarvis, Il minimalismo nel business, 2020, p. 25.

All’inizio dell’articolo ti facevo notare che “non sapere rispondere in modo giusto e appropriato ai tuoi interlocutori”, ti avrebbe distolto da ogni azione realmente spirituale.

Ora, un fatto semplice mostra il carattere delle persone; un fatto semplice può rendere chiara la differenza tra un servo (di cui è bene non fidarsi) e di un vero padrone.

Un vero Padrone (con la “P” maiuscola) è sarà sempre un individuo intraprendente, autonomo e in grado di sapere ciò che va fatto e come realizzare il proprio successo.

Queste sono le basi fondanti di ogni business, del tuo business al cui centro ci dovrà essere l’importanza della vittoria intesa come la possibilità di creare valore positivo nel mondo.

Ti invito dunque ad applicare questa Legge in tutti i contesti della tua esistenza materiale: dalla politica alle relazioni personali.

Avrai per davvero un criterio (una tecnica) per stabilire se dinnanzi a Te ci sono dei servi miserandi o dei Leader: degli imprenditori forti e responsabili come Te.

Michel Pelucchi